Intervista a Marco Guarna, Managing Director euro engineering Italia


euro engineering collabora con le principali aziende dell’ambito ingegneristico  alla ricerca di consulenti e manager. Quali sono i settori in cui oggi ci sono più posizioni aperte e quali i profili più richiesti?

I settori dai quali al momento riceviamo maggiori richieste sono l’Automotive, l’Aerospazio e l’Oil&Gas. Per il primo settore, risulta trainante la meccatronica, il model base design, e i softwaristi su tecnologia real time sono i più ambiti. Per quanto riguarda l'Oil&Gas, negli EPC l'engineering richiede ingegneria di dettaglio, mentre il Project vuole i Planner e il PCM (project control manager). Nella Costruction, invece, i commissioning manager sono i più rari da trovare. Per l'Aerospazio, infine, sono maggiormente ricercati in area ingegneria gli strutturisti esperti di materiali compositi, mentre nel testing coloro che effettuano i controlli non distruttivi, cioè gli NDT inspector. A livello di zone geografiche ricerchiamo maggiormente aTorino, Milano, Verona ed Emilia Romagna.


A un anno dal lancio di euro engineering, qual è il bilancio?

Al momento stiamo gestendo 150 richieste di ingegneri per il solo territorio nazionale a cui vanno aggiunti ulteriori 200 posizioni per le nostre consociate estere, soprattutto in Germania, Francia, Regno Unito e Medio Oriente. In un anno abbiamo coordinato nel complesso circa 500 richieste ed inserito oltre 200 persone tra organico interno di euro engineering e le strutture dei clienti. Come tipologie di contratto, utilizziamo contratto a tempo determinato o di apprendistato per i neolaureati, e un’assunzione a tempo indeterminato per tutto il personale con esperienza.

Come lavora euro engineering, nel processo di ricerca e selezione dei consulenti?

I nostri consulenti di selezione sono specializzati per settore. L’iter di selezione dura una o due settimane in genere: si parte naturalmente da un’analisi accademica e curriculare, l’ingegnere avrà poi un colloquio tecnico approfondito, relativo alle effettive esperienze di lavoro.  In molti casi procediamo anche a sottoporre dei test sulle specifiche tecnologie. Valutiamo infine attentamente le attitudini consulenziali, la capacità di interagire col cliente, le competenze linguistiche e la mobilità.

Quali sono i maggiori punti di forza di euro engineering e il suo valore aggiunto?

euro engineering è una struttura multinazionale con una forte presenza nelle nazioni europee che maggiormente investono in ricerca e sviluppo. Inoltre abbiamo forti referenze di progetto sui settori specifici, soprattutto Automotive, Aerospazio e Oil&Gas. Impegniamo i nostri ingegneri su progetti all’avanguardia al fianco dei nostri clienti o nei nostri centri di competenza.

euro engineering si occupa anche di formazione: in che modo?

Il team di professionisti e manager di euro engineering riceve ogni anno il piano di formazione volto ad aggiornare le competenze seguendo corsi che spesso si concludono con esami di certificazione, e contemporaneamente orientati a sviluppare le skill di analisi e gestione dei progetti.

Benchè in misura minore rispetto ad altri professionisti, anche gli ingegneri stanno subendo gli effetti della crisi. Su quali requisiti un neolaureato deve puntare per inserirsi nel mercato del lavoro?

Ciò che è importante per un ingegnere è essere innovativo e proporre soluzioni tecnologicamente all’avanguardia. Certamente si deve essere in grado di comprendere le esigenze del business e della produzione, ed essere disponibili a muoversi sul territorio.

E per seguire un percorso di carriera di successo?

All’interno di euro engineering si cresce accumulando referenze di progetto e andando ad assumere responsabilità per gruppo di lavoro o prodotto. Si parte quindi da un’attività operativa sul progetto e si acquisisce, sviluppando una crescente interazione con lo staff interno di euro engineering, la responsabilità di un team prima, e di un centro di profitto poi.

L’estero offre opportunità di lavoro interessanti per un ingegnere. Cosa potrebbe fare il contesto italiano per contenere la fuga dei talenti?

Come Paese dovremmo puntare con decisione sull’innovazione, al momento abbiamo dei singoli centri di eccellenza ma molto spesso non riusciamo a reggere la competizione internazionale. Oggi il movimento dei makers, ora in crescita anche in Italia, fa rivivere una nuova creatività partendo dai singoli, il che si adatta significativamente all’approccio italiano.